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L’importanza di essere autorevoli con i genitori anziani: come affrontare il decadimento cognitivo con consapevolezza
INTRODUZIONE
Molti di voi mi conoscono e sanno quanto questa tematica mi stia a cuore. Come figlia, mi sono trovata di fronte a una situazione che, sebbene faccia parte della vita di tutti, nessuno è mai completamente preparato ad affrontare: il momento in cui i nostri genitori, che un tempo sembravano indistruttibili, cominciano a mostrare segni di fragilità. È un passaggio difficile, che mette alla prova il nostro ruolo di figli e la nostra capacità di fare delle scelte responsabili per il loro benessere. Recentemente ho incontrato due figli che stanno vivendo proprio questa situazione. Loro sono immersi in una realtà che ogni giorno li sfida, un po’ come è accaduto a me. Hanno una mamma che, purtroppo, non è più in grado di vivere da sola, eppure lei continua a dire con forza: “Non ho bisogno di nessuno”. La sua resistenza, la sua convinzione di poter fare tutto da sola, è un grido di indipendenza, ma anche una forma di negazione che rende ancora più complicato per i figli affrontare la realtà. Questo momento richiede non solo comprensione e amore, ma anche una profonda consapevolezza che, sebbene loro possano sentirsi autosufficienti, la situazione è cambiata. Il decadimento cognitivo, che spesso si manifesta in modo sottile e quasi impercettibile, è qualcosa che può essere difficile da riconoscere. Eppure, è un passo inevitabile in questo processo di cura e amore verso i genitori anziani.
Il declino cognitivo e il suo impatto sulla vita quotidiana
Il decadimento cognitivo, come ho imparato sulla mia pelle, non arriva all’improvviso, ma è un processo graduale, che inizia quasi impercettibilmente. Quando i genitori vivono nel loro ambiente familiare, circondati da abitudini e punti di riferimento consolidati, è facile per noi figli pensare che possano gestire tutto da soli. La casa, il loro mondo, sembra essere ancora in perfetto ordine. Ma nel tempo emergono piccoli segnali, che, se non si è attenti, rischiano di passare inosservati. Per i figli che vivono una situazione simile, come nel caso di questi due fratelli, è difficile riconoscere quei segnali: dimenticanze frequenti, difficoltà nel ricordare appuntamenti, l’incapacità di svolgere compiti che prima erano facili. Ma dietro quelle apparenti normali dimenticanze si nasconde qualcosa di più profondo. Anche per me, è stato un processo doloroso e graduale accettare che la persona che avevo sempre visto come forte e indipendente stava iniziando a vacillare, e il nostro ruolo di figli doveva necessariamente evolvere. Non basta l’affetto, ma serve un’azione concreta, che a volte non coincide con i desideri di chi, in buona fede, si sente ancora capace di farcela da solo.
L’autorevolezza nel prendersi cura dei genitori
Essere autorevoli con i genitori anziani non significa essere autoritari. Non significa prendere decisioni senza rispetto, ma essere in grado di fare scelte responsabili, anche quando queste scelte non sono facili. In questo caso, l’autorevolezza significa accettare che, per quanto i nostri genitori possano essere stati forti e indipendenti, a un certo punto della vita, hanno bisogno di aiuto. Non è facile, e posso capirlo bene, soprattutto quando il nostro affetto si scontra con le loro resistenze. La mamma di questi figli, come tanti altri genitori, continua a ripetere che non ha bisogno di nessuno, nonostante gli evidenti segnali che la situazione è cambiata. Ma la verità è che, come genitori, non lasceremmo mai un bambino troppo a lungo senza supporto. E lo stesso principio vale per i nostri genitori. La loro fragilità, sebbene mascherata da orgoglio o da paura di perdere l’autonomia, non deve impedirci di prendere le giuste decisioni per il loro bene. Non dobbiamo aspettare che la situazione peggiori per agire; dobbiamo essere pronti a riconoscere la necessità di un intervento, anche quando non è accettato con facilità.
In questi momenti così complessi, un supporto esterno può fare davvero la differenza. L’assistenza familiare, con una figura come una badante, può non solo garantire la sicurezza fisica e psicologica dei nostri genitori, ma anche permettere a noi figli di sentirci più sereni, sapendo che non sono soli. Questi due figli che ho incontrato, proprio come me, si sono trovati davanti alla difficoltà di prendere una decisione: se lasciare che la loro mamma continui a vivere da sola, o se chiedere aiuto a una persona qualificata che la supporti nelle sue necessità quotidiane. L’assistente familiare può essere una risorsa fondamentale non solo per supportare le attività quotidiane, ma anche per favorire la socializzazione, monitorare segni di peggioramento cognitivo e, soprattutto, per dare un aiuto psicologico a chi, come i genitori, sta vivendo la paura di perdere l’indipendenza.
Conclusione
Come figli, prendersi cura dei nostri genitori anziani è un atto d’amore che richiede empatia, consapevolezza e una buona dose di autorevolezza. Non basta il cuore, serve anche la lucidità di prendere decisioni difficili per garantire loro una vita dignitosa e sicura. Inserire un supporto, come un assistente familiare, può essere la scelta migliore per garantire loro la tranquillità e permetterci di affrontare questo percorso con serenità. Come genitori non lasceremmo mai un bambino senza un supporto adeguato, e lo stesso principio deve guidarci quando si tratta di garantire la sicurezza dei nostri genitori anziani. È un percorso che richiede forza, ma anche tanta, tanta compassione.
Maria ❤
Maria Romilda Sonzogni
Fondatrice e Direttrice – PER BISOGNO Assistenza Domiciliare
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DATA: 05/04/2025
